Modelli di discernimento sinodale in Africa

L’autore, Agbonkhianmeghe Orobator sj, è Presidente della Conferenza dei Gesuiti di Africa e Madagascar.

 Vorrei iniziare questa presentazione con alcuni punti importanti per far comprendere i modelli di riferimento comunitario in africa in relazione alla teologia e alla pratica della sinodalità.

Primo. L’Africa è una realtà sfaccettata per cultura, religione, politica, società ed economia; ogni tentativo di denominare come una semplice realtà, come una singola storia non è corretto

Secondo. in africa la comunità si fonda sulla relazione umana, che supera ogni altra esigenza, inclusa la economia di relazionalità, dove ogni individuo cerca di provvedere al suo benessere e della sua comunità; la cura della terra è quindi cura della comunità, di se stessi, perché la terra tutti ci sostiene e ci lega.

Terzo. È una modalità dell’essere che richiede attenzione per i bisogni di tutto, non solo dell’uno; ciò che riguarda tutti, deve essere affrontato da tutti. Lo stesso principio di partecipazione è alla base dei modelli di discernimento comunitario in Africa; l’ovvia specificazione è che in linea di principio la partecipazione al discernimento comunitario non si basa su dati di genere, di posizione o privilegio nella comunità. Secondo Papa francesco la sinodalità inizia come ascolto di tutto il popolo di Dio.

Presenterò 3 modelli di discernimento comunitario in africa.

Il primo modello è una conversazione e una deliberazione comunitaria che si svolge in varie forme in tutto il continente, con nomi diversi ma tutti con le stesse caratteristiche; le componenti chiave sono lo spazio, il processo e la partecipazione. Barazza è uno spazio, è un processo di congregazione di incontro per affrontare questioni critiche nella comunità: uno spazio ampio da consentire a tutti i membri della comunità di partecipare al processo di decisione a seconda della questione da considerare; alla fine le decisioni o soluzioni adottate sono raggiunte con il consenso, perché la relazione mantiene un valore fondamentale rispetto a tutte le altre preoccupazioni, anche nei casi in cui questo processo è convocato per risolvere i conflitti, perché l’obiettivo non è mai quasi esclusivamente punitivo. La priorità è data sempre alla guarigione e al ripristino delle relazioni personali, intercomunitarie e all’ordinamento della società verso una esistenza armoniosa.

Un secondo modello di discernimento comunitario ci chiama cacciaccia: è un modello associato all’africa orientale, in ruanda caciaccia significa erba; nelle comunità tradizionali il raduno di persone chiamato così avviene in un campo aperto di erba; il contesto immediato della rinascita di questa pratica è stato, nella politica ruandese è stato per il genocidio del 1994. Considerando i lunghi processi svolti di giurisprudenza, il governo ha valutato di rilanciare questo processo come modalità elementare di erogazione del giudizio per portare un elemento di giustizia. Caciacca comporta in sé anche un processo di discernimento che è il punto realmente importante. Le sentenze prodotte dal caciaccia beneficia della partecipazione della intera assemblea; non segue un copione predeterminato come svolgimento, la comunità si riunisce e partecipa allo svolgimento della narrazione, alla decisione del giudizio e alla creazione del percorso da seguire. È un processo sia terapeutico che catartico per la comunità.

Il terzo e ultimo modello proviene dal nord della Uganda e si chiama matopokud; è strettamente connesso alla risoluzione dei conflitti, alla guarigione, alla facilitazione della riconciliazione; l’obiettivo è quello di ripulire la comunità dalla imperfezione  causata dalla violazione dei codici comunitarie e dalla rottura delle relazioni comunitari; dopo che i trasgressori hanno ammesso le colpe e hanno offerto riparazioni, la terra ha ancora bisogno di essere ripulita per rendere la comunità di nuovo intera. Come nei due modelli precedenti, è importante che la determinazione del percorso si avvale del contributo di molti e non di pochi giudici privilegiati. A differenza dei modelli precedenti, c’è un esplicito contenuto religioso, con un rituale di purificazione pubblica; crea uno spazio di partecipazione attiva di individui e gruppi nel determinare e plasmare il percorso verso il futuro della comunità.

Quali lezioni possiamo trarre da questi modelli di orientamento comunitario in Africa, per la teologia e la pratica della sinodalità? Consideriamo tre lezioni.

Sono modelli alla base del discernimento di tutta la comunità, compresi gli antenati; lo sforzo di discernere i bisogni, gli interessi della comunità e di risolvere i conflitti e le tensioni si basa su questa comprensione. Come si dice in africa, un dito non può prendere un pidocchio tra i capelli, un dito non può applaudire. La sinodalità è prevalentemente un momento, un processo e una esperienza comunitari.

Le tensioni non sono in contrasto con il processo di discernimento ma possono essere risolte con l’ascolto e il dialogo, al fine di raggiungere un terreno comune. È un obiettivo che fornisce un forte impulso a continuare a lottare per un risultato che serva ai bisogni di tutti i membri della comunità che si sono impegnati nel cammino sinodale.

Infine la disposizione personale e di gruppo deve essere libera e aperta, senza ideologie, aperta rispetto ai risultati. Papa Francesco dice che abbiamo bisogno di un atteggiamento molto rispettoso, reciproco e libero da ideologie; lo scopo non è quello di raggiungere un accordo per mezzo di competizione di opinioni opposte. Lo scopo è camminare insieme permettendo alle differenze di armonizzarsi: lo Spirito sinodale, incontrarsi con rispetto e fiducia, credere nella nostra rispettiva umanità, ascoltare il nuovo che lo spirito vuole rivelarci.

Possiamo concludere quindi che questi modelli di discernimenti offrono una risorsa importante per nozione e la pratica della sinodalità.

Nell’estate del 2022, ho avuto la opportunità di poter ascoltare il Corso sulla Sinodalità tenuto da diversi teologi e teologhe e organizzato dal Boston College: è stata proposta una formazione online gratuita, in 5 lingue e divisa in 3 settimane successive, con moltissimi interessanti contributi da ascoltare. Le conferenze erano organizzate in tre passaggi: dal discernimento comune alla costruzione del consenso, elaborazione e processo decisionale nella Chiesa, leadership e governance nella Chiesa. E’ stata davvero una bella esperienza di ascolto e inevitabilmente ho iniziato a prendere appunti mentre ascoltavo… Alla fine mi sono ritrovata con tante interessanti riflessioni, che volevo condividere! Ovviamente, si tratta di appunti miei personali e mi prendo tutta la responsabilità di errori di trascrizione o di comprensione: mi sembrava però interessante condividere questi contenuti, in modo che più persone possibile potessero riflettere sul tema della sinodalità. Ed ecco qui questa piccola e personale selezione di contributi: all’inizio di ogni trascrizione c’è il nome del teologo e il suo incarico. Tutte le conferenze sono ascoltabili su https://www.youtube.com/channel/UCLUnOSQE3INWihgBSCjAmhA/featured.

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