inverno con Rocco Schiavone

D’accordo, tutti avranno visto la serie televisiva, magari anche più volte da Rai Play, ma i nove libri di Antonio Manzini, dedicati al commissario Rocco Schiavone, romano trasferito ad Aosta, sono più, sono meglio, sono davvero come conoscere il commissario Schiavone, perché se guardi la serie senza averli letti, si perdono tanti piccoli particolari, che poi sono quelli che definiscono un personaggio, che ne fanno sentire la mancanza…

E ce ne vuole per sentire la mancanza di Rocco Schiavone, fumatore di sostanze anche non lecite, perennemente caustico, acuto il giusto per capire sempre un attimo prima e far sentire i sottoposti inadeguati (ma tanto alcuni di loro non se accorgono e non se la prendono!), non sempre a posto con la legge, decisamente diverso dai due commissari amati dagli italiani (il commissario Cattani de La Piovra e il commissario Montalbano… Infatti Manzini specifica di essere vicequestore, sempre!). Eppure ci manca la tagliente sincerità sulla vita che lo circonda, l’affetto sincero che prova verso le persone davvero in difficoltà o verso i difetti dei suoi amici. Le relazioni sentimentali sono tutte deplorevoli o fallimentari, ma sempre sincere nelle intenzioni: va invidiata la sua indipendenza, ma chi vorrebbe sopportare tutti gli schiaffoni che prende?

Consigliato a vive in un luogo che non gli piace e a chi vive lontano dai suoi amici…

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