perché leggere e studiare la Bibbia

Come avrete notato, manca del tutto il punto interrogativo… perché non ci sono incertezze, è necessario leggere la Bibbia! Possiamo pensare che ci siano almeno 3 buoni motivi, nelle lunga storia di fede della nostra Chiesa, che ci fanno ritrovare qui… oltre a tutti i nostri personali…

In sintesi: 1°, crediamo nella incarnazione di Dio in Gesù Cristo; 2°, vogliamo tenere accesa la fede della Chiesa nel mondo; 3°, siamo credenti nel cammino storico della Chiesa e soprattutto del Concilio Vaticano II.

Primo, la Bibbia è il racconto di Dio che si è incarnato nella storia in Gesù Cristo per accompagnarci, perstringere alleanza con noi, per liberarci dal male e infine per la salvezza dalla morte del peccato. Difficile, quasi impossibile trovare altre figure divine, come raccontate dagli uomini, che condividano così tanto con la umanità intera… Dio è sempre con noi, nelle storie di liberazione del popolo israelita, nelle storie delle famiglie della genealogia di Gesù, nelle voci dei profeti e, prima di ogni cosa, nella incarnazione di Gesù Cristo, legame insostituibile con la umanità. Se crediamo in questo, nella pari importanza della divinità-umanità di Gesù Cristo, leggere la Bibbia sarà un continuo reincontrare Dio nelle pieghe del racconto ispirato degli autori biblici, incredibilmente (noi ci crediamo!) vicine proprio alle pieghe della nostra vita.

Secondo, siamo eredi di una lunga storia di Chiesa… che, tramite la Bibbia, possiamo comprendere davvero, tenendo con noi tutto ciò che è stato evangelico nel corso della storia e chiedendo perdono, come Giovanni Paolo II ha fatto per tutta la Chiesa, per ciò che è stato errore e durezza umani e non espressione veramente evangelica… è un percorso che vale l’impegno che ci metteremo. Non dobbiamo essere nostalgici di altri tempi della chiesa; in questo senso è illuminante ciò che dice Giuliano Zanchi, ecclesiologo lombardo:

…i credenti vivono spesso rimpiangendo felici mezzogiorni. Si guardano indietro nella speranza di rivedere antichi chiarori, trovando ogni volta solo la tenebra di qualcosa che non esiste più. Allora ogni tanto ricordano di avere tra le mani l’esile bagliore della luce evangelica[1].

Leggere la Bibbia insieme, commentarla, riprendere il cammino dei primi cristiani intorno ai primi testi, è uno dei modi che abbiamo come credenti di tenere la luce evangelica accesa, dentro di noi, nelle nostre famiglie e luoghi di lavoro, dentro la nostra comunità.

Terzo, siamo i figli del Concilio Vaticano II; 56 anni sono passati dall’11 ottobre 1962, giorno in cui Giovanni XXIII ha proclamato la apertura di questo grande evento ecclesiale,  animato dallo Spirito Santo. Il Concilio Vaticano II ci ha consegnato, in termini generali, molte evoluzioni importanti: il risveglio dei laicato, il rinnovamento liturgico, il movimento ecumenico e, per stare vicini ai nostri temi, il rinnovamento degli studi biblici e dei padri della Chiesa dei primi secoli; in termini più specificatamente teologici, ci ha donato una mirabile correlazione, fino a quel momento non raggiunta in modo sufficientemente chiaro, tra gli aspetti cristologici, antropologici ed ecclesiologici della fede… e prima di finire nei paroloni, spieghiamoci!

La fede di Gesù si da sempre in un contesto umano, in un contesto di comunità, in una relazione con Dio che, solo nella singolarità di Gesù, è sempre aperta a Lui. Il Concilio Vaticano II ci ha mostrato, seppure con iniziali aperture, tutte da completare, che questi sono gli aspetti istitutivi della nostra fede: il contesto umano e di comunità, in ricerca di una relazione con Dio tutta da costruire. Solo se ci lasciamo istruire da questi aspetti, ricercando nelle nostre vite la presenza di Dio, come Gesù stesso ha fatto, potremo ricercare la compiutezza cui aspiriamo già ora e che giungerà solo oltre il limite terreno delle nostre vite. Il Concilio Vaticano II ci dice che la Chiesa può essere[2] il luogo rilevante, per la concretezza dell’uomo, di incontro salvifico con Dio.

Più specificatamente ancora, al centro della riforma conciliare, c’è l’asse fondativo tra rito e Scritture: le due Costituzioni, Sacrosanctum Concililium e Dei Verbum ci riportano alla fondante correlazione che ogni credente cristiano ha con la celebrazione e con l’ascolto delle Scritture. Dove la liturgia attua “l’opera della nostra redenzione[3]”, noi possiamo, sulle orme del Concilio Vaticano II, “proporre la genuina dottrina sulla divina Rivelazione e la Sua trasmissione affinché per l’annuncio della salvezza il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami[4]”. Ecco, mi sembra così bella questa esortazione che credo valga proprio l’impegno di iniziare questo percorso, per iniziare consapevolmente questo percorso di trasmissione, affinché tutti coloro che ci conoscono, ascoltando le nostra parole di fede, possano credere, sperare ed  amare (la fede nasce dall’ascolto, Rm 10,17) e tutti noi ascoltiamo la voce di Dio in modi diversi…!

Ci sostengono le parole dell’evangelista Giovanni: dalla sua pienezza, noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia (Gv 1, 16) e anche, Gesù, in presenza dei sui discepoli, fece molti segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché credendo, abbiate la vita nel suo nome (Gv 20, 30-31): sono parole che ci aiuteranno a riconoscere sempre più la presenza di Dio nella nostra vita… proprio il motivo per cui siamo radunati qui questa sera!


[1]Giuliano Zanchi, L’arte di accendere la luce, pag 9-10, Vita e Pensiero, Milano, 2015.

[2]Concilio Ecumenico Vaticano II, Lumen Gentium, n. 8, n. 305 Enchiridion Vaticanum.

[3] Concilio Ecumenico Vaticano II, Sacrosanctum Concilium, n. 2, n. 2 Enchiridion Vaticanum.

[4] Concilio Ecumenico Vaticano II, Dei Verbum, n. 1, n. 872 Enchiridion Vaticanum.

Una opinione su "perché leggere e studiare la Bibbia"

  1. Anche grazie al Concilio Vaticano II, dalla stessa chiesa quale ecclesia, popolo in preghiera.Scaturisce un movimento cosi’ importante. Quale il Rinnovamento dello Spirito Santo. Riconosciuto come movimento in cammino alla riscoperta della Parola, e da un Dio vivo in mezzo a noi.Che si rende attivo attraverso lo Spirito Santo con i suoi santi doni e carismi,agli uomini e donne che fanno l’ unica volontà. Cioè riconoscere Gesù,quale figlio di Dio.E riconoscere la salvezza per mezzo del figlio suo Gesù Cristo.

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